COSTUMI DI SCENA

“Balance” videoinstallazione di Alessia Di Giovanni su idea di Benedetta Ruggeri per !Donna

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“I Fantasmi” di Calvino, regia Giulio Fiorito

“Lucido” di Giovanna Ricotta

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“Falene” di Giovanna ricotta

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“Modì” musica(l) per anime a colori (2012) di Gipo Gurrado

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“Varianti di Stupro” di Alessia Di Giovanni, realizzazione scene e costumi

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“Brucerò per te” dei Negrita, regia Fabio D’Orta

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IL PIANTO” videoclip dei Blind Fool Love (2011) regia di Fabio D’Orta

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“A Pezzi – Undead Man” di Alessia Di Giovanni e Daniele Statella, produzione creativecomics

CON PENE, OVVIO” di Cosimo Lupo (2011)

TUTTA ROBA NOSTRA” videoclip dei Ministri (2010) regia di Fabio D’Orta

OCHE ACERBE IN FILA” di Cosimo Lupo(2010)

FALSTAFF per Quelli di Grock (2010)

“QUADRO” di Eventi Verticali (2010)

in collaborazione con Vittoria Papaleo

DRAG QUEEN BabyMarcelo (2010)

HOLLOW” di Fabio D’Orta

Costume ispirato a MOULIN ROUGE (2010)

METASHOASHTASI” di Cosimo Lupo (2010)

“WICKED” di  Stephen Schwartz (2007)

IO SANTO, TU BEATO” di Renato Sarti

scene e costumi in collaborazione con Carlo Sala

“THE LION KING” di Roger Allers e Irene Mecchi (2006)

RENZO E LUCIA” tratto dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

costumi in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano

“NEON” realizzazione del modellino per le riprese, regia Fabio D’Orta

KOL” di Corte Sconta (teatro-danza 2006)

scene e costumi in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e Carlo Sala

“RITTER, DENE, VOSS” di Thomas Bernhard (2006)

scene e costumi in collaborazione con Carlo Sala

“CATS” di Andrew Lloyd Webber (2005)

IL SOGNO” di August Strindberg (2005)

LELIO“su musica di Hector Berlioz (per le notti malatestiane 2005)

in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano

UBU RE” di Alfred Jarry (2005)

scene e costumi in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e Carlo Sala

L’ODISSEA RACCONTATA” di Carlo Ottolini

KIMONO ispirato a Mariano Fortuny (2004)

CONDANNATI ALLALIBERTA’” di Jean-Paul Sartre (2004)

in collaborazione con Vittoria Papaleo

 

Attore è colui che si pone “in atto”, cioè il cui destino è già compiuto,  determinato. Per questo il dramma è catarsi: manifesta la compiutezza all’essere incompiuto, all’uomo comune il cui destino è solo “in potenza”. Egli potrà osservarlo con distacco o immedesimandosi; e allora indosserà il destino del personaggio come un costume. Siccome l’attore è uomo comune che vive il proprio destino solo “in potenza”, potrà impersonare il personaggio (il cui destino è noto, è “in atto”) solo se non sia se stesso. E questo può avvenire solo indossando una maschera. E’ infatti proprio dal mistero della maschera e, più in generale, dai misteri di Dioniso che nasce la tragedia e quindi il Teatro. L’iniziato, attraverso la maschera, manifesta il dio (il non-io) ed è il dio. La maschera impedisce l’espressione individuale: indossandola io non sono io, sono l’altro, indosso il destino del personaggio. Il costume è l’evoluzione della maschera, permette all’attore di immedesimarsi maggiormente nel personaggio estraniandosi da se stesso. Per questo è fondamentale per la buona riuscita della messa in scena. Il costume identifica il personaggio e può evocare immediatamente, appena entra in scena, le caratteristiche (pregi, difetti, funzioni e sentimenti) di questo svelandole al pubblico ancora prima che agisca. Il nostro io è come un costume che indossiamo e che verrà in futuro dimesso. L’attore manifesta un ordine superiore: deve sapere e potere rinunciare all’uomo comune che indossa, per indossare un altro costume.

L’autore drammatico ha una funzione davvero “demiurgica” in quanto produce un mondo che trae tutto da se stesso. I diversi personaggi, quali altrettante produzioni mentali dell’autore possono venir considerate sue modificazioni secondarie e in certo qual modo suoi prolungamenti, più o meno come accade per le forme sottili prodotte nello stato di sogno. La stessa osservazione si potrebbe fare per qualsivoglia opera d’immaginazione, ma nel caso specifico del teatro tale produzione viene realizzata in modo sensibile, dando l’immagine vera e propria della vita, così come accade nel sogno.

Il teatro è la “realizzazione” di un sogno.

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